07 Novembre 2021 15:00
Serie D (girone H) | Giornata 10
Primo tempo: 0-1
Nardò
2
2 : 1
Mariglianese
1
Risultato Finale
Video Partita
Nardò-Mariglianese 2-1
Commento partita

NARDO’ (4-3-1-2): Petrarca; De Giorgi, Porcaro (22’st. Caputo), Masetti, Dorini;  Cancelli, Lezzi (11’st. Puntoriere), Mengoli; Mancarella; Mariano (22’st. Alfarano), Cristaldi (41’st. Mileto). A disp.: Lovecchio, Trinchera, Palazzo, Valzano, Gallo. All.: Manca (De Candia squal.).

MARIGLIANESE (4-4-2): Maione; Peluso, De Giorgi (40’st. Di Dato), Pantano, De Angelis; Faiello (38’st. Varchetta), De Martino (46’st. Prevete), Langella, Aracri (32’st. Orlando); Esposito, Palumbo (27’st. Sannia). A disp.: Cafariello, D’Onofrio, Onesto, Massaro. All.: Sanchez.

ARBITRO: Sig. Costa di Catanzaro.

MARCATORI: 7’pt. Esposito (M), 30’st. Caputo (N), 38’st. Mancarella (N).

NOTE: Spettatori 800 circa di cui una ventina provenienti da Marigliano. Espulso al 42’ del st. il team manager della Mariglianese, Manzone. Ammoniti: Cancelli, Masetti, Mengoli e Cristaldi per Nardò; De Giorgi, Sannia e Pantano per Mariglianese. Angoli: 7-2 per Nardò. Minuti di recupero 1’pt. e 6’st..

Le partite più scorbutiche, quelle più antipatiche e difficili, quelle contro avversari ostici e preparati, quelle che non vorresti vedere, quelle contro chi, forgiato nella "maestria", sa tempificare il match, che, regalando da subito il vantaggio, centra la necessaria direzione nel recupero arduo e difficile. Corsa, chiusure, ostruzionismo, perdite di tempo. Tutto fa brodo per gli avversari, con una direzione di gara che asseconda gli atteggiamenti fischiando tutto il fischiabile. Insomma quel tipo di gara odiosa in cui la la rabbia sbatte contro il muro, vanificando lucidità e bel gioco. E il TORO nel primo tempo ci casca. Non é bello e non é produttivo. Colpito a freddo, nell'unico tiro in porta, incassa oltremodo il colpo. La ripresa ha un altro impatto: la squadra ritrova lucidità e forze fresche, con i cambi che danno vigore. Puntoriere, Alfarano e Caputo infondono energia e convinzione, ma serve almeno pareggiare. Così Cancelli, memore di quanto fatto a Cerignola, consegna il calcio da fermo a "maestro" Antonio Caputo. Scattano i déjà vu... La mattonella é quella, il piedino é quello, la distanza della barriera... corta. Vabbè, soprassediamo. Parte il tiro. Lo stadio trattiene il fiato: quella lunga, dolcissima, deliziosa, amabile parabola, consegna leggiadria al Giovanni Paolo II. Quella rete che si gonfia é un dolce "frame" che si incastona di prepotenza nei ricordi più belli. Antonio "dipinge" la favola del suo ritorno con il tocco "di famiglia". Quella ricordata e festeggiata subito dopo che ci informa di un bebè in arrivo. La rete sconvolge gli animi dei tifosi, lo stadio diventa un'arena: ora bisogna vincere. La squadra ci crede fortemente: gli ospiti sono scossi. Passano pochi minuti e un tiro-cross di Mancarella mette in allerta il 118: fortuna che i cuori sono forti, perchè é altrettanto prepotente l'emozione. C'é il gol del sorpasso, c'é lo stadio straripante di gioia. Si é vinto; probabilmente la vittoria più significativa, sicuramente quella più vissuta. La bellezza dello stadio: quello granata poi é unico, come il nostro pubblico. Un altro Antonio però ci ha messo del suo: Antonio Greco, immarcescibile tifoso volato in cielo e ricordato prima del match. Ci sono tribune speciali che tifano, oggi Antonio e tanti altri amici che sono lassù hanno dato una marcia speciale... Fonte: acnardo.com

MdA