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NOCERITE

 
La collezione Minerali dei Tufi Campani.

La Collezione dei Minerali dei Tufi Campani è esposta in 2 vetrine e 2 bacheche della Sala Parascandola. Essa è costituita da circa cento campioni di notevole interesse scientifico per la rarità dei minerali presenti. Sono esposti numerosi blocchi calcarei, alcuni dei quali metamorfosati, rinvenuti per la maggior parte nel tufo estratto dalla Tufara di Fiano, presso Nocera (Salerno). I minerali più importanti rinvenuti nei tufi e/o negli involucri degli inclusi, esposti nella Sala Parascandola, sono la breislakite, nocerite, hörnesite,  ralstonite,  fluosiderite.

La breislakite, scoperta nel 1817 da G.B. Brocchi, fu così chiamata in onore del geologo Scipione Breislak, nato a Roma nel 1748, studioso specialmente dei prodotti vulcanici dei Campi Flegrei, del Roccamonfina e del Vesuvio. Nel 1902 fu dimostrata l’identità della breislakite con la ilvaite, silicato di calcio e ferro. Il campione di breislakite esposto fu rinvenuto nel tufo del vulcano di Roccamonfina (Tuoro, Teano).

La nocerite fu trovata da Scacchi nel 1881 in un blocco calcareo metamorfosato per contatto, incluso nel tufo di Fiano, presso Nocera. Quel campione, analizzato da Lederer sotto la direzione del chimico Emil Fischer (Premio Nobel) fu ritenuto un ossicloruro di magnesio e calcio. Rianalizzato più tardi da Zambonini risultò un ossifloruro di calcio e magnesio; oggi la nocerite è considerata un fluoborato di magnesio, così come aveva inizialmente sostenuto Scacchi, e quindi corrispondente alla fluoborite.

La hö rnesite è un raro minerale notato da Scacchi nei blocchi di calcare metamorfosato inclusi nel tufo di Fiano. Scacchi si limitò ad enumerarlo fra i fluoruri indeterminati, denominandolo laminucce margaritacee poiché si presentava in cristallini riuniti in ciocche raggiate che, sottoposti a piccola pressione, si dividevano in esili lamine. Successivamente Zambonini studiò le laminucce margaritacee definendole un arseniato di magnesio.

Nel 1885 Scacchi individuò un minerale, a cui diede il nome di fluosiderite, che si presenta in microcristalli rossi sugli inclusi raccolti nel tufo di Fiano. Nel 1995 è stata dimostrata la corrispondenza della fluosiderite con la chondrodite. Un altro raro minerale esposto nella sala Parascandola è la ralstonite, fluoruro idrato di alluminio, raccolto nel tufo di S.Prisco, presso Caserta.

Altri minerali dei tufi campani provenienti dalla Tufara di Fiano sono la microsommite, la mica, l’ematite aciculare, l’ematite terrosa pneumatolitica formatasi nelle fessure del tufo, la fluorite, l’idrodolomite, la dolomite fluorifera, l’aragonite. Proviene, invece, dalla Tufara di Fossa Lupara la calcite in romboedri e da Capo di Chiaia, Campi Flegrei, il gesso sul tufo giallo.

Nelle vetrine A14 e A15 sono esposti geodi fluorifere e grandi esemplari di inclusi calcarei del tufo campano raccolti e studiati da Arcangelo Scacchi.

Nella vetrina della Sala Parascandola designata con il numero 85 sono esposte circa 40 bombe vulcaniche, di dimensioni variabili, dell’isola di Procida. La maggior parte è rappresentata da bombe a crosta di pane e da bombe ossidianiche. Sono esposte anche bombe pomicee e una bomba a lucerna. Su un’apposita base in legno è posta una bomba vulcanica a crosta di pane di circa 50 cm di diametro.

Da www.musei.unina.it

 

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