ERRA: “In questo momento è difficile fare appelli perché il pubblico di Nocera è alquanto frastornato”

Erra Alessandro

Erra Alessandro (La Città)

Non tutti ricordano che Alessandro Erra, ex difensore della Nocerina di Gigi Delneri, e anche allenatore rossonero, era presente già in Eccellenza con il club molosso come difensore centrale. Questo fa di lui uno dei calciatori più presenti della storia rossonera, con oltre 130 gettoni dal massimo campionato di calcio regionale fino alla C1: rispetto a ventun’anni fa ne è passata di acqua sotto i ponti, e il calcio è cambiato quasi profondamente. L’attuale tecnico della Vigor Lamezia si definisce “nocerino d’adozione” e si augura che il popolo sportivo di Nocera riesca a rimanere compatto e a dare segni di presenza in questo campionato che non è certo la Prima o la Seconda Divisione. Nella sua intervista a TuttoNocerina.com Erra parte dai ricordi che ancora sono vivi a proposito dell’esperienza di Nocera come calciatore.

“Dell’esperienza a Nocera potrei conservare ricordi indelebili perché arrivai a Nocera che avevo diciannove anni, nel lontano 1992 da ragazzino, e sono andato via che avevo 26 anni, tranne una parentesi a Caserta nel ’96-’97. Emozioni uniche in un ambiente non facile, ma un’esperienza costruttiva. Quella era una fase della rinascita del calcio nocerino: partimmo dall’Eccellenza per arrivare alle soglie della B con Delneri”.

Lei in Eccellenza c’era, fu un campionato difficilissimo perché la società cambiò due o tre allenatori, ma la promozione alla fine arrivò, sia pure tramite uno spareggio.

“Sì, uno spareggio con il Grotta che era una squadra forte, si giocò al San Paolo di Napoli e gli spettatori nocerini erano dieci-quindicimila. Quanto grosse realtà come Nocera precipitano, è sempre difficile risalire, la dimostrazione è stata questa”.

Quindi il campionato di Eccellenza fu più difficile di quello che pensavate?

“Non è mai facile rialzarsi in questo modo perché contro di te ogni avversario cerca sempre di giocare la partita della vita. Avemmo il contrattempo dell’esonero dell’allenatore dell’epoca che era Pietropinto, arrivò Angrisani che ereditò una squadra importante e ci condusse alla vittoria”.

E oggi la Nocerina sembra rivivere quell’esperienza perché è riprecipitata in Eccellenza. Oggi com’è cambiato questo campionato?

“Per quello che posso dire, credo che il livello globale del calcio in Italia si sia abbassato. In tutte le categorie, anche in Serie A. Ripartire da una categoria inferiore come l’Eccellenza per la Nocerina è una mazzata non indifferente. Non sto qui a commentare quello che successe a Salerno, perché le cose sono state analizzate in tanti modi, ma è un peccato vedere una squadra gloriosa che è stata due anni fa in Serie B ripartire così dal basso”.

Il nuovo allenatore è Enzo Criscuolo. Che consiglio gli darebbe affinché possa gestire nel miglior modo possibile la situazione?

“Criscuolo era il direttore sportivo dell’Angri quando lo allenavo io, poi io lasciai e mi subentrò proprio lui, quindi non ha bisogno di consigli. Ha maturato le proprie esperienze, quindi saprà come comportarsi”.

Pochi giocatori che erano nella Berretti della Nocerina hanno accettato di rimanere, altri hanno chiesto di andare via. Come li vede in Eccellenza gli ex Berretti?

“Questo è comunque un campionato in cui si incontrano avversari esperti. Penso che un passaggio diretto dalle giovanili alla prima squadra sia sempre un po’ traumatico. A livello di ritmo, di mentalità e di determinazione sono comunque due cose diverse. Poi ci sono alcuni giovani che sono rimasti traumatizzati da ciò che è successo lo scorso anno. La cosa migliore è saper trovare il giusto mix tra giovani ed esperti”.

Oggi lei è l’allenatore della Vigor Lamezia. Che promesse ha fatto ai tifosi calabresi?

“E’ una bella esperienza quella di allenatore in Lega Pro, poi ho avuto la possibilità di lavorare nel tempo, e il tempo è galantuomo. Quando si lavora con professionalità i risultati possono arrivare, e io credo nel lavoro quotidiano”.

La curiosità tra l’altro è questa, che lei ha affrontato l’Aversa Normanna dell’allenatore salernitano Novelli, e anche lei è salernitano ma di Coperchia. È stato quasi un derby?

“Sì, certo, ma ci metto anche Grassadonia tra i tecnici salernitani di Lega Pro. In totale siamo in tre, e nello stesso girone: penso sia una cosa singolare. Speriamo sia così ancora a lungo. Comunque Novelli è un allenatore molto bravo e ha tutta la mia stima”.

Torniamo sulla Nocerina: che augurio farebbe alla gente di Nocera affinché mai più debba vivere la situazione che ha vissuto in estate?

“In questo momento è difficile fare appelli perché il pubblico di Nocera è alquanto frastornato. È l’ennesima mazzata questa caduta, ed è troppo facile dire alla gente di ricompattarsi. Mi sento nocerino d’adozione, e nel momento in cui le maglie rossonere torneranno in azione, la gente sarà al fianco della squadra”.

Fonte: TuttoNocerina.com

 

MdA

Presidente dei Fuori sede Nocera