PAVARESE: “Sentenza spinta dal clamore mediatico contro la Nocerina”

Pavarese Luigi

Pavarese Luigi

E’ una sentenza annunciata, frutto delle pressioni mediatiche. Mi auguravo che la commissione valutasse la vicenda solo dal punto di vista giuridico, ma ciò non è accaduto“. Gigi Pavarese esprime così il suo forte disappunto per la stangata che la Commissione Disciplinare ha inflitto alla Nocerina.

Annuncia ricorso d’urgenza da parte dei legali del club e si dice anche “fiducioso per il secondo grado di giudizio. Allo stesso tempo però – aggiunge il diggì rossonero – sono anche dispiaciuto per Fontana, Fusco, il dottor Rosati, il presidente Benevento e Citarella, che hanno fatto tanti sacrifici per una società che ora si trova coinvolta in una situazione davvero assurda“.

A ruota libera, Pavarese puntualizza che “per la giustizia ordinaria io sono parte lesa, per aver subito minacce, anche di morte. Ho denunciato tutto appena mi è stato possibile, eppure da parte lesa mi ritrovo con una squalifica di tre anni e mezzo, che giudicare assurda mi sembra riduttivo. La domanda fatta all’arbitro sul numero minimo di calciatori in campo? Ci stanno “giocando” molto, ma non hanno tenuto conto delle circostanze, del fatto che vedevo i ragazzi che piangevano, vomitavano, che non volevano scendere in campo“.

Dunque, non cambia di una virgola l’accusa di forti minacce che i tifosi avrebbero rivolti ai tesserati prima della partita di Salerno: “In tanti hanno giudicato e pontificato, ma è facile parlare dopo – esclama Pavarese -. Quel giorno bisognava viverlo di persona per capire l’atmosfera. Errori da parte mia? Uno solo, quello di aver fatto scendere la squadra in campo, assecondando l’imposizione del questore di Salerno“.

Una stoccata anche alle istituzioni: “Siamo stati lasciati soli da tutti. Dov’erano le autorità quel giorno? Dov’era la Lega? Dov’erano tutti quelli che hanno crocifisso la Nocerina e i suoi dirigenti? In molti staranno godendo di questa sentenza, ma noi abbiamo la pelle dura e siamo convinti che in sede di appello verranno riconosciute tutte le nostre ragioni“.

La conclusione è una constatazione che riguarda il differente vigore della giustizia sportiva, rispetto ad altri casi eclatanti che hanno riguardato il mondo del calcio italiano: “Siamo stati accostati e trattati anche peggio di coloro i quali hanno venduto anche l’anima, pur di ottenere uno scopo economico. Sono accusato di illecito sportivo come loro – conclude Pavarese -, ma se avessimo veramente voluto architettato un piano, non saremmo sicuramente stati così stupidi da farci ascoltare da ben quattro persone presenti, così come scritto nel fascicolo di accusa“.

Fonte: www.zero-zero.it

MdA

Presidente dei Fuori sede Nocera