Ma quale Nocerina violenta: vi racconto come stanno le cose

Striscione tifosi Cesena

Striscione tifosi Cesena

Se non c’è Napoli da sputtanare o se Napoli non basta, c’è sempre Nocera. Inizia con la N, si trova in Campania ed è formata da sei lettere!

Queste caratteristiche devono essere “particolarmente appetibili” ai pennivendoli italiani. In un paese sull’orlo del fallimento economico, con Carmine Schiavone che con le sue interviste ha smascherato per il grande pubblico l’alleanza tra stato italiano e mafie, la stampa e i politici non hanno trovato di meglio da fare che mettere alla gogna Nocera e la Nocerina. Tra l’altro c’è un tragico precedente, che risale al 1998, quando i tifosi della Salernitana, di ritorno da Piacenza, diedero fuoco (o si bruciò accidentalmente) al treno che li stava riportando a casa, proprio nei pressi di Nocera. Immediatamente il televideo e mediavideo scrissero “Treno di tifosi assaltato dagli ultras. Quattro morti”. Gli ultras erano ovviamente quelli della Nocerina. Rai e Mediaset non hanno mai sentito il bisogno di chiedere scusa ai nocerini: terrone devi pagare il canone, essere sputtanato e tacere! Tornando alla cronaca dei nostri giorni, secondo il ministro Graziano Del Rio, i terribili sostenitori rosso-neri sarebbero colpevoli di un “sistematico comportamento illegale”. Quindi la rovina del calcio italiano sono i tifosi della Nocerina. Quanti, come me, non seguono più il calcio perchè disgustati da calciopoli, doping e truffe varie, non hanno capito niente.

Ma andiamo con ordine. Tutto è iniziato domenica 10 novembre, quando i calciatori della Nocerina, dopo essere entrati in campo con oltre mezz’ora di ritardo rispetto all’orario previsto per la disputa della partita con la Salernitana, si sono “infortunati” uno dopo l’altro, costringendo l’arbitro a sospendere la partita. Immediatamente la notizia ha fatto il giro del mondo, “i calciatori della Nocerina non giocano perchè minacciati di morte dai propri ultras!”.

La servile e spesso prezzolata stampa italiana non chiedeva di meglio per sfogare tutto il suo carico di luoghi comuni e pregiudizi contro una realtà del “profondo sud”. Nessun giornalista (tranne quelli della testata online ForzaNocerina.it) era presente a Mercato San Severino, dove i calciatori molossi sarebbero stati minacciati di morte, ma tanto le notizie mica si verificano? Eppure al San Severino Park Hotel, erano presenti alcune pattuglie di carabinieri: se ci sono state le minacce di morte, perché non hanno proceduto all’arresto dei colpevoli? E se erano stati minacciati di morte, come mai i calciatori della Nocerina sono stati fotografati sorridenti mentre si dirigevano a Salerno? Come mai sono scesi in campo con una maglietta con su scritto “Rispetto per Nocera”?

Già rispetto per Nocera, perchè Nocera pretende rispetto. In Campania il calcio rappresenta, purtroppo, spesso l’unico veicolo capace di unire i giovani e non solo intorno a un simbolo a una bandiera. Nello specifico la Nocerina “annulla” la divisione amministrativa della città di Nocera in Inferiore e Superiore. In un campionato senza retrocessioni e con una squadra modesta, la piazza aspettava con vivo interesse il derby con la Salernitana, che mancava dal 1987-88.

Un paio di anni fa i nocerini furono “costretti” a sottoscrivere la “tessera del tifoso” (che distingue i tifosi buoni dai cattivi!) per poter seguire il derby interno con la Cavese: grazie alla tessera poterono assistere alla partita di ritorno nell’impianto metelliano. Nonostante l’importantissima posta in palio, la Nocerina vincendo quella partita ipotecò la promozione in serie B, mentre la Cavese sprofondò verso la C2, non ci fu alcun episodio increscioso.

L’anno dopo, in serie B, quindi con l’influenza delle tv a pagamento, si giocò a Nocera e per giunta in notturna il derby con la Juve Stabia: anche in questo caso, malgrado la vittoria degli ospiti, non si registrarono incidenti.

Si da il caso che l’Arechi sia più grande, moderno e facilmente raggingibile via autostrada, rispetto agli altri impianti campani di serie C. Quindi nessuno si sarebbe aspettato una partita a porte chiuse. Cosa avvenuta l’anno scorso in occasione del derby dell’Agro Nocerina-Paganese, che è quasi una stracittadina. A causa della vicinanza dei due centri, divisi solo dalla SS18, il questore decise di far giocare le partite sia d’andata che di ritorno a porte chiuse e in campo neutro. Una decisione accettata da entrambe le tifoserie.

Ma a Salerno, l’altro giorno, invece c’è stato un colpo di scena: ai tifosi della Nocerina, anche se tesserati, il Prefetto ha deciso di vietare la partita, aperta invece ai sostenitori granata. Questa decisione è stata mal digerita dai molossi, che si sono sentiti presi in giro, discriminati. A quanto pare i supporters rossoneri avrebbero chiesto ai propri calciatori una protesta simbolica, non violenta, ma di sicuro impatto: “non la possiamo vedere noi, che non si giochi proprio!”

Il derby farsa ha terrorizzato i padroni del “gioco” che da sempre distrae le masse: qualcuno può fermare il treno, può fermare le scommesse, lecite o illecite che siano, qualcuno può fermare sky! E se domani invece di protestare in piazza, qualcuno fermasse le partite della Serie A, cosa sarebbe dello Stato fondato sul pallone?

Così, immediata, è partita la rappresaglia. La caccia ai nocerini presenti domenica 10 novembre a Mercato San Severino per incoraggiare la propria squadra è aperta. Ci sono dei video in cui si sente addirittura “la nostra unica fede si chiama Nocerina!”. Una chiara minaccia di morte! Per questi tifosi, inutile dirlo, daspo in arrivo, più l’accusa di violenza privata, anche se i calciatori della Nocerina non hanno presentato alcuna denuncia per minacce. Per altri oggi l’arresto, ma per fatti risalenti allo scorso agosto, quando alcuni ultras del Perugia raggiusero Nocera senza scorta, seminando il panico tra i passanti, prima di venire affrontati dai tifosi locali.

In tutto questo è stato identificato anche il tifoso che ha noleggiato l’ultra leggero con la scritta “Rispetto per Nocera e gli ultras”, colpevole di aver gabbato i radar e la contraerea posta in difesa dell’Arechi. Non potendolo condannare a quattro anni di lavori forzati, come capitò a Mathias Rust che nel 1987 atterrò nella Piazza Rossa a Mosca, il “barone rosso” dell’aeronautica nocerina ha avuto un bel daspo!

La giustizia sportiva, naturalmente, ha fatto il suo corso assegnando la vittoria a tavolino alla Salernitana.

Ma non basta: la caccia ai molossi dal sapore di caccia alle streghe continua. Qualcuno vorrebbe la loro esclusione dal campionato di competenza per illecito sportivo.

Intanto il questore De Jesu ha rimandato la disputa di Nocerina-Lecce, per motivi di ordine pubblico. Decisione propedeutica alla radiazione della Nocerina?

Vedremo se i fatti saranno esaminati con razionalità, evitando “piazzali Loreto” e decisioni emotive. Ma siamo in Italia, dove si è forti con i deboli e deboli con i forti. Forse la Nocerina sarà radiata, ma quei colori continueranno a correre e a lottare con passione e dignità. E se pur dovranno ripartire dalle serie minori, torneranno in terza serie. Passeranno gli anni, passeranno le generazioni, ma finchè esisterà il calcio, esisterà la Nocerina! Di sicuro però, dopo la farsa di Salerno, la tessera del tifoso non ha più alcun senso, è solo un modo come un altro che le banche hanno per speculare sulla passione della gente.

Fonte: Andrea D’Amato – www.insorgenza.it

MdA

Presidente dei Fuori sede Nocera